Scuola e famiglia insieme: il futuro dell’educazione
SAGGIO PUBBLICATO IL
01 Gennaio 2015
AUTORE
Il saggio intende stimolare una riflessione sui modelli educativi più adatti a cogliere la sfida del cambiamento. A tal fine l’autore popone un percorso che, muovendo dall’analisi di alcuni problemi concreti, invita a riconoscere alcune tendenze strutturali per poi suggerire, nelle battute conclusive, alcune possibili strategie d’azione. La prospettiva è quella del rapporto tra scuola e famiglia, entrambe coinvolte sui temi della valutazione, dell’educazione affettiva e dell’orientamento, in un cambiamento spesso connotato dai caratteri della “crisi”, cui l’autore cerca di rispondere con alcuni percorsi che possano aiutare a gestire il cambiamento e ad inscriverlo nell’ambito di un rinnovato umanesimo. Per operare il (difficile) raccordo tra l’idea di bellezza e quella di bene in una definizione comprensiva di umanità è necessario lavorare sulla natura poietica dell’uomo e riflettere sulla impossibilità di considerare la distinzione moderna tra i corpi e le idee, tra artificialità e spiritualità, un dato di fatto. Se si analizza la difficoltà presente fin dall’antica Grecia di tener separate le concezioni del bello e del buono (la kalokagathia), ci si accorge che l’esperienza del procreare e dell’educare corrisponde al bisogno di interpretare la vita come luogo di gratitudine e accoglienza (capacità di meravigliarsi). Il vettore attivo, etico, della generazione si produce in concomitanza a quello “passivo”, estetico, dell’esser generati (dell’accogliere il mondo e noi stessi come qualcosa di ammirevole). L’idea di est-etica coniuga efficacemente la dimensione volontaristica e attiva dell’etica a quella “recettiva” e passiva dell’estetica (la focalizzazione del nostro essere creature, dell’essere nel mondo, in quanto esseri generati) e permette di aggirare alcuni scogli aporetici della coniugazione tra bellezza e bene. L’est-etica che emerge da questo tentativo è l’idea di un’educazione all’assenso al creato (con grandi implicazioni ecologiche) e di umiltà antropologica, in cui l’identità umana è ben ancorata nella corporeità come condizione di appartenenza alla terra e a una comunità. In un’est-etica del genere non vi è nulla di edonistico, ma l’ascesi dell’amore per la bellezza intrinseca che è essere vivi insieme.

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