La carne e il suo altro: il tornante patristico
SAGGIO PUBBLICATO IL
04 Giugno 2019
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La rilettura della filosofia di Platone sviluppata in età imperiale propone il superamento della tragicità della condizione umana, transeunte perché vincolata alla materialità del corpo, attraverso la sua assimilazione alla condizione incorporea divina. Il pensiero cristiano accoglie tale prospettiva, tradendo così l’annuncio neotestamentario di un Dio che si fa carne per salvare tutto l’uomo. La proposta interpretativa espressa nel contributo è che nell’incontro tra
platonismo e cristianesimo viene elaborato un paradigma antropologico di tipo anoressico, coniugato in primis al femminile, in cui il corpo diventa evanescente. Il pensiero tardo-antico progressivamente propone modelli di donna virtuosa che trovano la loro sublimazione all’interno della riflessione cristiana: dal paradigma della “donna virile”, a quello della moglie madre casta, per finire con quello della vergine consacrata (la “donna angelo” senza corpo). Il corpo della donna, che non può essere esorcizzato pena l’estinzione dell’umanità, ha costretto l’Occidente a fare sempre e comunque i conti con la carnalità, al di là di tutti i tentativi di
spiritualizzarla.
The interpretation of Plato’s philosophy developed in the imperial age suggested overcoming the tragedy of the human condition, transient because it is bound to the materiality of the body, by assimilating it to the divine, incorporeal, condition. Christian thought welcomed this perspective, thus betraying the Gospel’s revelation of a God becoming flesh to save all humankind. The interpretative proposal expressed in this contribution is that the encounter of Platonism with Christianity gave rise to an ‘anorexic’ anthropological paradigm in which,
primarily in reference to the feminine, the body became evanescent. Late-antique thought offered a succession of ideals of virtuous womanhood sublimated through Christian reflection: from the paradigm of the ‘virile woman’ to that of the chaste wife-mother, culminating with that of the consecrated virgin (the bodiless ‘woman angel’). The basic fact that the female body must be reckoned with, or risk human extinction, has forced the West to always confront the topic of carnality, despite all attempts to spiritualize it.

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