L'Istituto Jacques Maritain patrocina la Carta Etica dello Sport promossa dal Comune di Udine

La Carta Etica dello Sport è stata promossa dal Comune di Udine ed ha già ricevuto il patrocinio di:

 

• Arcidiocesi di Udine

• CONI - comitato regionale

  del Friuli Venezia Giulia

• Comitato Italiano Paralimpico

• Regione del Friuli Venezia Giulia

• Università degli Studi di Udine

• Istituto Jacques Maritain

• Ufficio Scolastico Regionale

   per il Friuli Venezia Giulia

• Garante Regionale dei Diritti della Persona

• Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia

• Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine

 

L'Istituto Jacques Maritain ha contribuito alla redazione della Carta Etica dello Sport attraverso la partecipazione al tavolo di lavoro del suo presidente, prof. Luca Grion.

 

Premessa

 

Lo sport, accanto al suo valore salutistico, rappresenta un potente veicolo formativo, capace di incidere in profondità sugli stili di vita e sui modi di pensare delle persone. In particolare lo sport concorre alla formazione del carattere: insegna il valore della disciplina e l’importanza della tenacia per conseguire risultati importanti, promuove l’amicizia e l’inclusione sociale, sostiene e incrementa il senso di autoefficacia, educa all’autonomia e alla responsabilità.

 

Affinché ciò accada realmente, è però necessario che tale ruolo educativo sia riconosciuto e incoraggiato. Se ciò non avviene, se cioè manca la consapevolezza del ruolo formativo dello sport, vincere diventa l’unica cosa che conta e questo apre la strada a tutta una serie di comportamenti e di pratiche palesemente antisportive.

 

Consapevole dell’importanza di una simile sfida culturale, l’Assessorato allo Sport, all’Educazione e agli Stili di Vita del Comune di Udine si è fatto promotore della Carta Etica dello Sport, con l’intenzione di valorizzare e promuovere gli ingredienti essenziali di una sana pratica sportiva.

 

La Carta Etica dello Sport si rivolge quindi a tutti coloro che, a vario titolo, con ruoli e responsabilità diverse, sono i protagonisti della pratica sportiva: atleti, dirigenti, allenatori, genitori, tifosi, sponsor. A ciascuno di essi la Carta vorrebbe offrire l’opportunità di riflettere con maggior consapevolezza sui valori dello sport e sui doveri che ne discendono.

 

Con la Carta Etica dello Sport il Comune di Udine si pone due importanti obiettivi. Da un lato promuovere, in stretta sinergia con gli enti patrocinatori, una cultura dello sport come luogo di educazione a una vita sana, di amicizia e di solidarietà, di inclusione e di integrazione. Dall’altro avviare un percorso di valorizzazione di quelle realtà sportive che sanno incarnare, nel concreto della loro azione quotidiana, i valori espressi dalla Carta.

 

La Carta Etica dello Sport, per non ridursi a mera enunciazione retorica di principi, richiede un’adesione coerente e fattiva, nella consapevolezza che solo un protagonismo libero e responsabile delle donne e degli uomini di sport può fare del gioco un reale strumento di crescita fisica e morale della persona. A tal fine è inoltre necessario che tutte le agenzie educative (a partire dalla famiglia e dalla scuola) riconoscano e sostengano il valore educativo dello sport e dell'attività motoria, che non devono essere considerate secondarie e ancillari rispetto agli ambiti di apprendimento disciplinare.

 

  

 

Carta Etica dello Sport

 

Comune di Udine

 

 

Art. 1

Lo sport – qui inteso sia come attività agonistica, sia come attività ludico-motoria – rappresenta un’esperienza a cui tutti i cittadini hanno diritto, senza discriminazioni di età, genere, abilità, religione, lingua, provenienza, condizione economica e sociale.

 

Art. 2

Lo sport, praticato nel rispetto delle caratteristiche anagrafiche e psico-fisiche di ciascun individuo, contribuisce alla conservazione e al miglioramento della salute e offre un prezioso sostegno all’invecchiamento attivo e alla qualità della vita.

 

Art. 3

Lo sport, ed in particolare lo sport giovanile, rappresenta una importante agenzia educativa. Chiunque esercita una funzione di responsabilità all’interno del mondo dello sport è tenuto a riconoscere e promuovere la crescita integrale della persona umana, in conformità ai valori costituzionali.

 

Art. 4

Porre lo sviluppo integrale della persona al centro della pratica sportiva significa rispettarne i tempi di maturazione e di crescita, nonché riconoscere l’esigenza di conciliare vita e attività sportiva, prestazioni e salute, leggerezza del gioco e serietà degli impegni assunti.

 

Art. 5

La pratica sportiva, in quanto strumento al servizio del processo educativo, deve promuovere la cultura del rispetto e della responsabilità, insegnare a perdere senza umiliazione e a vincere senza arroganza, a riconoscere il valore delle regole condivise, a competere lealmente, ad accettare i propri limiti, a sfidare le proprie debolezze. Ogni forma di doping, o anche solo il ricorso a mezzi scorretti al fine di conseguire una facile vittoria, costituiscono una violazione dei principi dello sport.

 

Art. 6

Lo sport, oltre che sfida e competizione leale, è fonte di divertimento e di benessere psico-fisico. A tal fine esso deve costituirsi come spazio di condivisione e di incontro, favorendo i valori dell’amicizia, dell’inclusione, della solidarietà e della pace.

 

 

 

...dai valori alle buone pratiche

 

La carta etica dello sport raccoglie una serie di principi generali e di impegni vincolanti liberamente scelti da quanti, a diverso titolo, ne sottoscrivono finalità e contenuti. Affinchè tali valori non restino semplici affermazioni di principio, ma ispirino e sostengano l’azione quotidiana di quanti credono nelle virtù formative dello sport, risulta utile indicare alcuni specifici impegni a cui sono chiamati dirigenti, allenatori, atleti, genitori, tifosi, sponsor.

 

I dirigenti si impegnano a:

   scegliere collaboratori e allenatori qualificati, adeguatamente preparati sia sul piano tecnico che su quello formativo;

   promuovere la partecipazione alla vita della società di tutti i soggetti coinvolti, dagli atleti, agli allenatori, ai genitori;

   organizzare, per gli associati, occasioni formative obbligatorie che prevedano anche spazi di approfondimento di carattere etico, educativo e psicologico;

   coltivare la propria formazione personale e aggiornare costantemente le proprie competenze;

   adoperarsi attivamente per tutelare la salute psicofisica e la sicurezza degli atleti;

   impegnarsi fattivamente per promuovere la lealtà sportiva, contrastando con decisione corruzione e doping;

   amministrare nel rispetto  formale e sostanziale della legalità e della trasparenza;

   promuovere fattivamente una cultura dell’inclusione e dell’ospitalità.

 

Gli allenatori /insegnanti si impegnano a:

    curare con attenzione la preparazione fisica e comportamentale degli atleti loro affidati;

    coltivare la propria formazione personale e aggiornare costantemente le proprie competenze;

    riconoscere il proprio ruolo di educatori, cercando di favorire la formazione integrale della persona e non solo lo sviluppo delle competenze tecnico-tattiche; 

    valorizzare le capacità di ciascun atleta, anche di quelli meno dotati, rispettandone i tempi di crescita e rifiutando ogni prematura specializzazione;

    coinvolgere tutti e, se impegnati con gli atleti più giovani, far giocare tutti (e non soltanto i più dotati);

    valorizzare l’impegno personale e i progressi individuali, non soltanto i risultati agonistici;

    promuovere la socialità, la responsabilità, l’educazione alla salute, ad una corretta alimentazione e ad una intelligente cura di sé;

    promuovere la lealtà sportiva, il rispetto degli avversari e dell’arbitro, il rifiuto di ogni cedimento al fenomeno del doping;

    cercare un dialogo costruttivo con i genitori dei giovani atleti condividendo, nel rispetto dei rispettivi ruoli, le finalità etico-educative di cui la Carta  Etica dello Sport è espressione;

    porsi come modelli positivi di condotta sia in campo sia fuori.

 

Gli atleti si impegnano a:

   vivere lo sport come un momento di gioia, di crescita personale, di messa alla prova delle proprie capacità, di confronto positivo con gli altri, di solidarietà, di inclusione e di amicizia;

   sforzarsi di dare sempre il meglio di sé, con tenacia, pazienza e dedizione;

   comprendere il valore delle regole, rispettandole con lealtà in ogni situazione;

   rispettare le scelte dell’allenatore, attenendosi alle sue indicazioni al meglio delle proprie capacità;

   accettare serenamente il responso del campo, anche quando è sfavorevole, rispettando le decisioni dell’arbitro e rifiutando la cultura del sospetto;

   riconoscere nell’avversario un compagno di viaggio e non un nemico da sconfiggere;

   saper fare autocritica, individuando in un maggiore impegno negli allenamenti e in un maggiore spirito di collaborazione le uniche vie per ottenere risultati migliori;

   valorizzare e incoraggiare i propri compagni di squadra;

   assumersi, in rapporto al ruolo e all’età, le proprie responsabilità nei confronti dei compagni di squadra e degli atleti più giovani.

 

I genitori si impegnano a:

   considerare lo sport come una preziosa risorsa educativa capace di promuovere la salute e la maturazione del carattere dei propri ragazzi, valorizzando la crescita in abilità sociali e autonomia, oltre che negli aspetti meramente agonistici e tecnici;

   sostenere e accompagnare il proprio figlio nella pratica sportiva, spronandolo ad impegnarsi con costanza, aiutandolo a riconoscere  i propri limiti e a sfidare le proprie debolezze, evitando approcci inutilmente critici, umilianti o colpevolizzanti;

   non assolutizzare l’impegno sportivo e riconoscere ai propri figli il diritto a non essere dei campioni, evitando di proiettare su di loro aspettative di successo a tutti i costi;

   rispettare le indicazioni degli allenatori e dei dirigenti, riconoscendone il ruolo e contribuendo ad un intelligente “gioco di squadra” degli adulti al servizio della maturazione psico-fisica dei ragazzi;

   contrastare la “cultura dell’aiuto”, evitando ogni uso non strettamente necessario di integratori e un misuso di medicinali;

   incoraggiare il proprio figlio e la sua squadra, senza per questo screditare e svalutare il gioco degli avversari.

 

I tifosi si impegnano a:

• rispettare gli avversari, evitando di “tifare contro”;

• rispettare le decisioni dell’arbitro;

• rifiutare ogni forma di violenza fisica e verbale;

   accettare serenamente il responso del campo, anche quando è sfavorevole, rifiutando la cultura del sospetto.

 

Gli sponsor si impegnano a:

• sostenere le società sportive nel rispetto della legalità e della trasparenza;

• non legare il loro sostegno solo ai risultati agonistici;

• incentivare e promuovere le iniziative socio-culturali promosse dalle società sportive;

• sostenere e incoraggiare occasioni di approfondimento di carattere etico ed educativo specifiche per dirigenti e allenatori, atleti e loro genitori;

• valorizzare il legame delle società sportive con i territori e le comunità di riferimento.