Reciprocità asimmetrica, economia circolare e ciclo dei rifiuti

SAGGIO PUBBLICATO IL

12 Settembre 2020

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La tendenza a immaginare la crisi ambientale come una mera questione tecnico-finanziaria riduce drasticamente la possibilità di trovare soluzioni. Si finisce per trascurare sia la necessaria redistribuzione delle risorse comuni sia l’ideale di umanità sottostante. In tale quadro si colloca questo testo il cui scopo specifico è definire alcuni criteri di analisi della questione ambientale, cercando di andare oltre le più consuete antropologie. Il problema non è solo il prevalere dell’homo œconomicus, ma anche di impostazioni olistiche, che a loro modo e in particolare per la questione ambientale, finiscono per essere riduzioniste. Il superamento di tali opposte tendenze può avvenire ampliando il concetto di reciprocità. Esso permette di utilizzare appieno l’universo sociologico, in particolare per quel che attiene la sua applicazione ai fenomeni territoriali.

Il paper si articola in quattro parti: prima una breve illustrazione di alcune interpretazioni della questione ambientale, mostrando come sia possibile ampliarle con il concetto di reciprocità asimmetrica; segue poi una breve discussione su come questa ultima categoria sia stata interpretata soprattutto in ambito filosofico; si prosegue mostrando il concreto apporto analitico della categoria prendendo il ciclo dei rifiuti come esempio di economia circolare. Si conclude cercando di fare un bilancio dell’apporto conoscitivo della reciprocità asimmetrica e di quali ulteriori passi si possano compiere per uscire dai riduzionismi sia atomistici che olistici, stigmatizzati dai curatori dell’intero volume.

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