L’articolo si interroga sul ruolo che lo Stato e le istituzioni politiche possono svolgere per l’educazione degli individui e per la formazione della coscienza democratica. L’autore evidenzia le difficoltà insite nel definire il compito educativo dello Stato in relazione all’autonomia etica dei soggetti. La democrazia, infatti, si fonda sul pluralismo culturale ed educativo. Ciò esclude modelli educativi autoritari, nonché visioni dello Stato inteso come fonte dell’etica. Il testo prende in considerazione il rapporto tra bene e giustizia evidenziando come lo Stato democratico non possa per principio imporre alcun credo, né alcuna opzione filosofica e valoriale. Esso deve educare ai principi democratici basilari, centrati sul riconoscimento dei diritti della persona e delle comunità. Lo Stato contribuisce a un’autentica educazione quando crea le condizioni affinché la “fioritura” dell’individuo sia piena.
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