Il saggio, prendendo le mosse dal mistero dell’Incarnazione, tenta di leggere il tema della corporeità, del matrimonio cristiano e dell’amore sessuale alla luce di questa coordinata. La sessualità quale luogo teologico, quale archetipo di comunione tra opposti, che trova nella corporeità, definitivamente santificata da Cristo, un’occasione di redenzione anziché di colpa. Il superamento di un modello matrimoniale interpretato come remedium concupiscentiæ, funzionale alla strategia teologica elaborata in reazione alla riforma protestante, viene interpretato alla luce di alcuni documenti del magistero: Gaudium et Spes, Humanæ Vitæ e Deus caritas est. L’auspicio è quello di riuscire ad elaborare linguaggi capaci di trasmettere l’enorme positività che il cattolicesimo autentico attribuisce a tutto ciò che è stato redento dal Cristo.
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