La “grande occasione”? Attese, bisogni e attivazioni per il cambiamento

Dal 22 al 25 giugno 2020, sul nostro Canale YouTube

 

La pandemia Covid-19, nella drammaticità delle perdite umane, della dedizione di molti e del senso di smarrimento di tutti, ha fatto emergere molteplici esigenze di cambiamento. Specialmente nelle prime settimane di lockdown da più parti si è detto che “nulla sarà più come prima”, dando voce alla percezione della necessità di un cambio di rotta sociale che – nelle attese – non potesse risolversi in una riorganizzazione emergenziale dei servizi di urgenza, ma dovesse investire stili di vita, priorità e modalità di governo e di partecipazione, questioni di giustizia sociale da troppo tempo non affrontate (ed emerse in particolare in nuove forme di esclusione a danno delle famiglie più numerose e con minori disponibilità economiche).

 

Il passaggio alla “fase 2” ha registrato un generale senso di “scampato pericolo”, spostando l’attenzione su una “normalizzazione” dell’emergenza e sulla gestione igienico-sanitaria, con un effetto di smorzamento del dibattito sul cambiamento: il “come fare” le cose di prima ha eroso una nascente riflessione sul “perché fare” e sul “come riformare”. In molti settori strategici, in primis negli ambiti della scuola e della formazione, lì dove non a caso è più forte l’esigenza di uno sguardo sui cambiamenti di medio-lungo periodo, inizia a diffondersi la percezione di una “grande occasione perduta”, percezione tanto più amara quanto più si considera il tributo di sofferenza che la pandemia ha comportato.

 

L’Istituto Jacques Maritain propone una serie di appuntamenti di riflessione pubblica sul cambiamento, animati e condotti da Luca Grion e Giovanni Grandi, su tre snodi cruciali: democrazia, partecipazione e decisioni pubbliche, scuola, famiglia e formazione, marginalità e inclusione.

 

Dal 22 al 25 giugno, nella formula di un breve dialogo-intervista con tre ospiti e di un colloquio conclusivo.

 

 

22 giugno 2020 – h. 17:30-18:15

 

Democrazia, partecipazione e decisioni pubbliche

Francesco Occhetta, intervistato da Luca Grion

 

Nel tempo dell’emergenza sono state prese decisioni difficili e inedite, si sono disegnati nuovi rapporti tra decisori politici e tecnici, tra comitati di persone esperte e competenti e le aule parlamentari, si è parlato di “democrazia sospesa” e si è d’altra parte toccata con mano la possibilità di interventi rapidi e tempestivi in grado di oltrepassare l’ordinario immobilismo burocratico…

 

Francesco Occhetta sj è padre gesuita, giornalista professionista dal 2010. Fa parte del collegio degli scrittori della rivista «La Civiltà Cattolica». Coordina dal 2009 il cammino di formazione alla politica "Connessioni". Dal 2018 è direttore didattico dei Corsi in Dottrina sociale della Chiesa della Fondazione vaticana Centesimus annus pro Pontifice e insegna alla Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi. È inoltre autore del blog «L’umano nella città».

23 giugno 2020 – h. 17:30-18:15

 

Marginalità e inclusione

Silvia Landra, intervistata da Giovanni Grandi

 

Nel quadro generale di una esperienza drammatica che ha toccato moltissime famiglie è emerso una volta ancora il problema delle carceri, delle condizioni di precarietà di molti, delle vite ai margini dell’assistenza e della sollecitudine sociale. Per un po’ si è detto “tutti sulla stessa barca”, ma il rischio che molti finiscano per viaggiare in terza classe se non nelle stive e che alcuni prendano il largo su scialuppe di salvataggio private sembra tornare reale.

 

Silvia Landra è psichiatra e psicoterapeuta, È stata responsabile per 10 anni per i progetti sperimentali di salute mentale della Caritas Ambrosiana e direttore sanitario di comunità accreditate per la Regione Lombardia. Svolge lavoro clinico presso la seconda casa di reclusione di Milano Bollate. È responsabile dell'area salute mentale della Fondazione Casa della carità.

 

 

 


24 giugno 2020 – h. 17:30-18:15

 

Scuola, famiglia e rapporti tra generazioni

Andrea Maccarini, intervistato da Giovanni Grandi

 

L’utilizzo delle risorse per la didattica a distanza (forse) ha salvato un anno scolastico e certamente ha fatto sì che moltissimi prendessero dimestichezza con strumenti che lo sviluppo tecnologico ha messo a disposizione da temo. Tuttavia si sono scavati nuovi solchi tra chi aveva la disponibilità di reti veloci, tablet e pc e le famiglie che non ne disponevano a sufficienza per gestire tele-scuola e tele-lavoro. Soprattutto la dimensione “tele” ha bisogno di idee e di risorse per diventare “smart”: se ne vedono in circolazione?

 

Andrea Maccarini è professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, vice-direttore del Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali e presidente del Corso di laurea magistrale in Innovazione e servizio sociale nell’Università di Padova. È delegato dell’Italia nel governing board ed è parte del Consigio di amministrazione della Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo.

25 giugno 2020 - h. 17:30-18:15

 

La “grande occasione”? Facciamo il punto…  

Giovanni Grandi e Luca Grion

 

Un colloquio a partire dagli spunti tratti dagli incontri precedenti.